lato b

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Christopher Columbus also started off with one idea and he then achieved another, which changed the world.

This is to say that things are not always what they seem and to ask yourself: is it possible to revolutionize the furniture of Ikea, the company that revolutionized how millions of people live? Yes, it is. With a touch of additional “creativity”, we went beyond the design of the icon-trademark of the Swedish company.

Everything started on the day we bought some Ikea furniture for our office. We diligently set about the assembly, following the instructions, one figure after the other. The nice thing about Ikea instructions is that they speak a language without words, that everyone can understand. All you have to do is keep calm when faced with dozens and dozens of screws, hooks, washers and flat boards of various shapes. After finishing one piece of furniture, we were about to assemble the next when we had the idea of “enriching” the first piece of furniture with some parts of the second, thus inventing a third one.

It was like moving around a body to discover the less visible parts (from side A to side B), or illuminating with a ray of light the dark part - not of the moon - which forces a design to have a fixed, rigid, defined identity: a table is a table. Although, to quote the famous René Magritte's pipe painting on which it is written “This is not a pipe”, observing our proposals would suggest the comment “This is not a table”. It is not a table in the way (idea) that we usually imagine (see) a table. Ours is a table with something else inside, above, below and around it. This leads us to say (quoting Gertrude Stein: “A rose is a rose is a rose”) a table is a table is a table. In the end we gave it an alternative, bold, funny form to other projects, to other kinds of furniture, which are really original “characters”.

Welcome home, to your new home.

     

Anche Cristoforo Colombo era partito con un’idea e poi ne ha realizzata un’altra. Che ha cambiato il mondo.

Per dire che a volte le cose non sono così come sembrano. E per chiedersi: si possono rivoluzionare i mobili dell’Ikea, azienda che ha rivoluzionato il modo di abitare di milioni di persone? Si può. Con un pizzico di “creatività” aggiunta, siamo andati oltre il design del marchio-icona dell’azienda svedese.

Tutto nasce il giorno in cui abbiamo acquistato alcuni mobili Ikea per il nostro studio. Diligentemente, ci siamo dedicati al montaggio, seguendo le istruzioni, figura dopo figura. Il bello delle istruzioni Ikea è che parlano una lingua senza parole, comprensibilissima a tutti. Basta non disorientarsi di fronte a decine e decine di viti, ganci, rondelle e ripiani di vario formato. Terminato il montaggio di un mobile, stavamo per montarne un altro, quando ci è venuto in mente di “arricchire” il primo mobile con alcune parti del secondo, inventandone un terzo.

È stato come girare attorno ad un corpo per scoprirne i lati meno visibili (dal lato A al lato B), o illuminare con un filo di luce quella parte oscura – non della Luna – che costringe un progetto ad una identità fissa, rigida, definita: un tavolo è un tavolo. Anche se, per citare il molto citato quadro della pipa di René Magritte, sul quale è scritto “Questa non è una pipa”, osservando le nostre proposte verrebbe da dire “Questo non è un tavolo”. Non lo è nell’immagine (idea) che di solito siamo abituati ad avere (vedere) di un tavolo. Il nostro è un tavolo con qualcos’altro dentro, sopra, sotto e attorno. Che ci porta a dire (copiando un verso di Gertrude Stein: “Una rosa è una rosa è una rosa”) un tavolo è un tavolo è un tavolo. Alla fine abbiamo dato una forma, alternativa, audace, divertente ad altri progetti, ad altri tipi di mobili, che sono davvero dei “tipi” originali.

Benvenuti a casa vostra, quella nuova.